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ODCECPUNTOCOMM | |
| Data di pubblicazione 31 marzo 2009 | ||
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ODCEC Latina | Versione sperimentale |
| Hanno collaborato: Dott. Massimo Mastrogiacomo, Dott. Giuseppe Alpestri, Dott. Anna Carcuro, Dott. Romeo Emiliozzi, Dott. Gianluca Galatà, Dott. Emilio Gianfelice, Dott. Pierluigi Rosano, Dott. Augusto Tamburini, Dott. Ernesto Testa, Dott. Cesare Toselli. | ||
| I N D I C E |
| Comunicare l'azienda per reperire capitali utilizzando al meglio le informazioni. |
| Autore: Dott. Emilio Gianfelice |
| Pubblicato in data: 31 marzo 2009 |
| Le fonti di finanziamento - L’attività d’impresa, esaminata in un’ottica puramente finanziaria, si sviluppa e si concretizza in un continuo e complesso sistema di entrate e uscite, derivanti dai cicli di acquisto e vendita, di investimento e disinvestimento, assunzione, rimborso e remunerazione di finanziamenti. Per svolgere la sua attività l’azienda, in estrema sintesi, necessita di mezzi finanziari da destinare alla copertura del proprio fabbisogno. In primo luogo l’azienda può finanziarsi grazie alle risorse generate internamente per effetto della gestione (autofinanziamento) e la parte di fabbisogno che eccede sarà quella per la quale si richiede una copertura esterna mediante il ricorso ai soci, che conferiscono capitale di rischio, oppure ai terzi, che conferiscono capitali con vincolo di debito. Esistono, poi, particolari situazioni in cui il fabbisogno finanziario è legato, oltre che al normale evolversi della vita aziendale, anche a scelte strategiche che esulano da una situazione “ordinaria” e che cercano di proiettare l’azienda verso un nuovo assetto. In questi momenti cruciali è necessario capire in che modo finanziare la crescita senza destabilizzare l’equilibrio economico, patrimoniale e finanziario dell’azienda. |
| "Esistono particolari situazioni in cui il fabbisogno finanziario è legato a scelte strategiche che esulano da una situazione 'ordinaria'..." | ||
| Le piccole e medie imprese - Le piccole e medie imprese italiane rappresentano la spina dorsale del nostro tessuto industriale; generalmente si tratta di imprese nelle quali un soggetto, l’imprenditore o la famiglia, detiene una quota di capitale di rischio sufficiente ad assicurarne il controllo. Tale modello da un lato è risultato vincente perché foriero di strategie di nicchia, elusive della competizione ma dall’altro ha penalizzato, in molti casi, lo sviluppo a causa della difficoltà nel reperimento delle risorse finanziarie. |
| "...il private equity come una possibile “via di uscita” per le P.M.I., alternativa ai meccanismi di crescita tipici di tali realtà imprenditoriali..." | ||
| Questo assunto rappresenta il fulcro del presente lavoro che ha l’obiettivo di individuare nel private equity una possibile “via di uscita” per le P.M.I., alternativa ai meccanismi di crescita tipici di tali realtà imprenditoriali, basati principalmente sull’indebitamento bancario. Gli obiettivi della ricerca di capitali possono essere molteplici: uscita della famiglia o del management dall’azienda, passaggio generazionale, necessità di rafforzare la capitalizzazione, opportunità di procedere con acquisizioni di altre aziende. Nonostante sia in corso una rilevante inversione di tendenza, persistono ancora grandi barriere psicologiche verso investitori esterni che apportano nuovi capitali perché è forte il radicamento di una imprenditorialità che non sente il bisogno di sostituire modelli di gestione “superati” attraverso l’apertura della compagine proprietaria a nuovi soci. |
Il ruolo degli investitori - Le operazioni di private equity consistono nell’acquisizione temporanea, da parte di un investitore finanziario specializzato, di una quota di partecipazione oppure di azioni relative al capitale di una società “target”. L’obiettivo è quello di accrescere il valore del complesso aziendale per realizzare un guadagno dalla vendita della quota di partecipazione oppure delle azioni. Il private equity, rappresenta uno strumento molto efficace grazie all’approccio di medio-lungo periodo tenuto dall’investitore che mira a realizzare una plusvalenza nel momento della dismissione della partecipazione. Oltre all’apporto puramente finanziario, le PMI, attraverso il private equity possono attingere a risorse strettamente connesse all’esperienza e alla professionalità degli investitori, che rappresentano un contributo strategico e gestionale fondamentale nell’attuazione dei progetti imprenditoriali; si tratta di professionisti che hanno vissuto i mercati durante tutta la loro carriera e che sono abituati alla gestione del cambiamento. Ragionando in quest’ottica l’impresa può: (i) predisporre alcuni documenti che facilitano la ricerca di un partner finanziario (si veda a tal proposito il paragrafo successivo) oppure (ii) prepararsi all’approccio con l’investitore che si dimostrerà interessato al progetto imprenditoriale (si rimanda al paragrafo sull’importanza delle informazioni in fase di trattativa). |
| La strada che conduce alla trattativa - È importante premettere che l’obiettivo consiste nella ricerca di un socio che condivida la propria iniziativa sulla base di un rapporto di fiducia reciproca e che quindi già i primi “approcci”, e le sensazioni a questi collegate, assumono grande importanza. Nel proporre il proprio progetto imprenditoriale, la proprietà e/o il management, possono utilizzare vari strumenti da predisporre, auspicabilmente, in via preliminare. Si tratta di due documenti standard utilizzati dagli operatori del private equity. |
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