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  Data di pubblicazione 6 luglio 2009

 

ODCEC Latina Versione sperimentale
  Hanno collaborato: Dott. Massimo Mastrogiacomo, Dott. Giuseppe Alpestri, Dott. Anna Carcuro, Dott. Romeo Emiliozzi, Dott. Gianluca Galatà, Dott. Emilio Gianfelice, Dott. Pierluigi Rosano, Dott. Augusto Tamburini, Dott. Ernesto Testa, Dott. Cesare Toselli.
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I N D I C E
La base informativa per la stima del costo del capitale utile alla determinazione del valore economico di un complesso aziendale o di specifiche categorie di beni
Autore: Dott. Emilio Gianfelice
Pubblicato in data: 6 luglio 2009
ODCEC Latina

La dottrina e la pratica offrono diverse possibilità nelle metodologie di calcolo del valore aziendale. Le tecniche ed i metodi proposti possono variare per diversi elementi e la scelta di uno di essi dipende: (i) dalle caratteristiche proprie (endogene) di ciascun metodo valutativo; (ii) dalla considerazioni di particolari condizioni (esogene) estranee al modello valutativo; (iii) dalla nozione di valore aziendale che si prende a riferimento.

     
  Racconto "C'è stato un fallimento" di Guido Marcelli  
  Il Commercialista e l’evoluzione del panorama competitivo di Ernesto Testa  
  Parziale deducibilità forfetaria dell'IRAP di Giuseppe Alpestri  
  La base informativa per la stima del costo del capitale di Emilio Gianfelice  
  Mini Unico: informazioni generali e chiarimenti di Anna Carcuro  
     
     
     
     
  Nel determinare il valore economico uno dei compiti più difficili è quello della stima del costo del capitale  
     

Per quanto attiene alle caratteristiche intrinseche, la dottrina richiede che il metodo valutativo prescelto, affinché possa dare risultati coerenti e significativi, presenti le seguenti caratteristiche:
- razionalità: il valore del capitale economico deve derivare dall’applicazione di formule logiche e coerenti con i principi economico – finanziari dettati dalle dottrine aziendali;
- dimostrabilità: tutti i dati utilizzati nel calcolo devono poter trovare un riscontro e una coerenza con le ipotesi a fondamento delle previsioni
- affidabilità: la stima deve essere sia oggettiva, cioè deve prescindere dagli interessi di parte dei soggetti coinvolti, sia stabile, cioè non deve mutare se non per effettivi cambiamenti nelle ipotesi a fondamento delle previsioni.

     
  La determinazione del costo del capitale non può avvenire “ad imitazione” di altre perizie  
     

Per ciò che attiene le considerazioni di circostanza, esogene al modello valutativo prescelto, occorre considerare fattori quali, ad esempio:
- la natura ed i caratteri dell’operazione che ha posto l’esigenza di compiere la valutazione;
- l’identità dei soggetti coinvolti nell’operazione;
- il tipo di attività svolta dall’impresa oggetto di stima;
- la fase occupata dall’azienda nel suo ideale “ciclo di vita”.
Infine, per quanto attiene alla nozione di valore, discutere di formule senza far riferimento alla sua configurazione (valore intrinseco o valore di mercato, valore economico o valore potenziale, valore stand alone o di valore di acquisizione, valore di scissione o di fusione, ecc.) che si vuole rappresentare potrebbe risultare priva di senso. Una formula valutativa, infatti, non è mai razionale, dimostrabile e affidabile di per sé, ma sempre e soltanto in relazione alla sua capacità o incapacità di rappresentare una particolare configurazione di valore oggetto d’interesse in una particolare situazione contingente.

Nell’approcciarsi alla determinazione di un valore economico, uno dei compiti più difficili è quello della stima del costo del capitale che non deve essere considerato un’informazione proveniente sinteticamente dal mercato oppure derivante, per imitazione, da altri lavori; esso rappresenta il rischio che grava sui “finanziatori” dell’investimento (nel nostro caso l’azienda oppure l’insieme di beni tangibili e/o intangibili) siano essi soci oppure altri soggetti. Tra i vari metodi a disposizione, per analizzare il problema legato alla stima del costo del capitale, si è scelto di procedere con un metodo per flussi e nello specifico con il metodo reddituale.

Il metodo reddituale (discounted earning model, abbreviato spesso nell’acronimo DEM), in base al quale il valore economico è funzione esclusiva dei redditi futuri attesi, interpreta sicuramente meglio le dinamiche evolutive di imprese commerciali e caratterizzate da un patrimonio contenuto. Prendendo in considerazione un’azienda non indebitata e, seguendo, quindi, la prospettiva di valutazione equity side, le variabili fondamentali...[per consultare l'intero articolo clicca qui]

All’articolo è stato allegato anche un piccolo modello, realizzato su foglio di calcolo [clicca qui]

[Nell'archivio è presente un altro articolo dello stesso autore]

     
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